6) Husserl. Il mondo-della-vita.
Husserl utilizza l'espressione mondo-della-vita per indicare non
solo una conoscenza del mondo di tipo pre-scientifico, ma quel
tipo di conoscenza che sta a fondamento di tutti gli altri e a cui
si perviene per intuizione (via pre-logica).
E. Husserl, Die Krisis der europischen Wissenschaften und die
transzendentale Phnomenologie, a cura di W. Biemel, Tbingen,
1952, traduzione italiana La crisi delle scienze europee e la
fenomenologia trascendentale, Il Saggiatore, Milano, 1983, pagine
152-154 (vedi manuale pagina 423).
Il mondo della vita come tale non  forse l'universalmente noto,
l'ovviet che inerisce a qualsiasi vita umana, ci che nella sua
tipicit ci  gi sempre familiare attraverso l'esperienza? I suoi
orizzonti ignoti non sono forse semplicemente orizzonti d'una
conoscenza semplicemente imperfetta, e cio gi noti almeno nella
loro tipicit pi generale? Certo alla vita pre-scientifica questa
conoscenza basta come le basta il suo modo di trasformare la non
conoscenza in conoscenza e di attingere occasionalmente una
conoscenza sulla base dell'esperienza e dell'induzione (di
un'esperienza che continuamente viene verificata e che esclude
costantemente le apparenze). Ci basta alla prassi quotidiana. Ma
se si vuole compiere un passo in avanti, per pervenire a una
conoscenza scientifica, che cosa pu essere messo in discussione
se non gli scopi e le operazioni della scienza obiettiva? Ma la
conoscenza scientifica non  forse, come tale, conoscenza
obiettiva - orientata verso un substrato della conoscenza valido
per chiunque in una generalit incondizionata? Eppure,
paradossalmente, noi teniamo fermo alle nostre precedenti
affermazioni ed esigiamo che non ci si lasci ingannare da una
tradizione di secoli, dalla tradizione in cui siamo stati educati,
e che non si sovrapponga il concetto tradizionale di scienza in
generale.
Il titolo mondo-della-vita rende possibile e probabilmente esige
tutta una serie di compiti scientifici diversi anche se, per
essenza, reciprocamente connessi; e probabilmente appunto
un'autentica e piena scientificit esige che questi compiti
vengano trattati tutti insieme anche se secondo l'ordine
essenziale della loro fondazione, e che non si proceda a trattarne
scientificamente uno solo, per es. quello logico-obiettivo,
trascurando completamente gli altri. Perci non si  mai indagato
scientificamente il modo in cui il mondo-della-vita funge da
fondamento, il modo in cui sono fondate le sue molteplici validit
pre-logiche rispetto alle verit logiche teoretiche. E
probabilmente la scientificit, richiesta dal mondo-della-vita
come tale e nella sua universalit,  una scientificit peculiare,
non di ordine logico-obiettivo, una scientificit che, per essere
definitivamente fondante,  la pi alta nella scala dei valori. Ma
come realizzare questa diversa scientificit, a cui finora s'
sempre sovrapposta quella obiettivit? L'idea di verit obiettiva,
nel suo stesso senso,  sempre stata determinata dal contrasto con
l'idea di verit propria della vita pre- ed extra-scientifica.
Quest'ultima ha una fonte ultima e profonda di verificazione
nell'esperienza pura intesa nel senso che abbiamo indicato
sopra, in tutti i modi della percezione, del ricordo eccetera Ma
questi termini devono essere intesi veramente nel senso in cui
sono usati nella vita pre-scientifica, non devono cio subire
interpretazioni psico-fisiche eccetera derivanti dalla scienza
obiettiva. Per anticipare un punto importante: occorre
innanzitutto evitare di ricorrere ai dati della sensibilit, che
si suppongono immediati come se essi fossero effettivamente ci
che caratterizza immediatamente le datit puramente intuitive del
mondo-della-vita. Il primun reale  l'intuizione meramente
soggettivo-relativa della vita pre-scientifica nel mondo. Certo,
per noi, il meramente ha una sfumatura di spregio che esprime la
diffidenza tradizionale della dxa. Ma nella vita pre-scientifica
stessa questa sfumatura scompare; qui il meramente sta a
indicare una sicura verificazione, un complesso di conoscenze
predicative controllate e di verit precisamente definite secondo
le esigenze imposte dai progetti pratici della vita, i quali ne
determinano il senso. Lo spregio con cui tutto ci che 
meramente soggettivo-relativo viene trattato dagli scienziati
moderni al servizio di un ideale di obiettivit non cambia
assolutamente nulla al suo modo d'essere, come del resto non
cambia nulla il fatto che agli scienziati stessi questo elemento
deve essere di comodo, visto che vi ricorrono tanto spesso e
inevitabilmente.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume secondo, pagine 216-217.
